· Ab absurdo (opp. ex absurdo).
Espressione usata nelle cosiddette dimostrazioni “per assurdo”.
· Ab aeterno.
Di cosa che dura da tempo immemorabile.
· Ab imis.
Dalle basi; dalle fondamenta; totalmente.
· Ab ovo (da Orazio).
Rifarsi alle origini, agli inizi.
· Ad augusta per angusta.
Le conquiste richiedono sacrificio.
· Ad hoc.
A proposito.
· Ad honorem, oppure honoris causa.
Designano lauree o riconoscimenti conferiti per meriti speciali.
· Ad interim. Detto di cariche o nomine provvisorie.
· Ad libitum. A piacere, a volontà.
· Ad litteram. Alla lettera; detto di traduzioni, relazioni, ecc.
· Ad usum Delphini.
Espressione applicata a libri, versioni, spiegazioni, ecc., concepiti in funzione di una determinata tesi.
· Age quod agis.
Un invito a compiere bene il proprio dovere presente.
· Agenda.
Il libretto in cui si annotano “le cose da fare”.
· A latere.
Espressione usata per designare magistrato affiancato a presidente di tribunale, e, per estensione, persona affiancata ad un’ altra in particolari funzioni.
· Alea iacta est (da Svetonio).
La frase di Cesare è applicata a decisioni supreme e risolutive.
· Alter ego.
Detto di chi fa le veci o sostituisce una persona.
· Alias.
Usato davanti a pseudonimi nel significato di “altrimenti detto”.
· Alibi.
Termine usatissimo nel linguaggio poliziesco e giuridico.
· Ante litteram.
Riferito a caratteri anticipatori di fenomeni storici posteriori.
· Ars longa, vita brevis.
L’uomo singolo, data la brevità della vita, non può raggiungere la perfezione nell’arte.
· Asinus asinum fricat.
Detto degli ignoranti che si adulano fra loro.
· Audaces fortuna iuvat.
Variazione del virgiliano Audentes fortuna iuvat.
· Aurea mediocritas (Orazio).
E’ il principio del giusto mezzo.
· Bis dat qui cito dat.
Un invito a essere tempestivi nell’aiutare.
· Brevi manu.
Nel significato di “direttamente”, “personalmente”, e detto di oggetti o denari consegnati in modo diretto, senza formalità.
· Bus.
Abbreviazione di omnibus usata nel senso di autobus e come suffisso di termini composti indicanti mezzi di trasporto (filobus, aerobus, ecc.).
· Caput mundi, caput orbis.
Appellativi di Roma.
· Carmina non dant panem.
Riferito all’esercizio della poesia.
· Carpe diem ( Orazio).
Un invito a godere con misura il presente, senza preoccuparsi del domani.
· Casus belli.
Azione che provoca una guerra. Nei rapporti comuni, è la illogica esagerazione di un fatto, che porta a una rottura.
· Cave canem.
Gentile avviso, oggi per lo più abbandonato, con cui si usava avvertire gli estranei della presenza del cane di guardia.
· Cedant arma togae (Cicerone).
Esortazione a deporre le armi, per riprendere l’operosa vita pacifica.
· Ceteris paribus.
“A parità delle altre condizioni”: formula contrattuale.
· Cicero pro domo sua (Cicerone).
Applicato a chi esagera nel difendere i propri interessi.
· Cogito, ergo sum (Cartesio).
Principio fondamentale del pensiero filosofico cartesiano.
· Coram populo (Orazio).
Usato per significare “alla presenza di tutti”.
· Corpus.
Designa una raccolta di testi, opere, leggi, ecc.
· Crucifige (Vangelo).
Nell’espressione “gridare al crucifige”, è usato quando si dà addosso a qualcuno.
· Curriculum vitae.
Indica l’insieme degli studi, attività, opere, ecc. di una persona.
· Da ubi consistam (da Archimede).
Applicato a chi cerca un punto d’appoggio, o i mezzi per eseguire un’impresa.
· De cuius.
Nel linguaggio giuridico indica la persona (“il de cuius”) di cui tratta la causa.
· De facto.
Nel significato di “in realtà”, “di fatto” (in contrapposizione a de iure) per indicare cosa o azione che si presenta con la forza di una vera sanzione giuridica.
· Deficit.
Usato per designare la “mancanza” di attivo in un bilancio.
· De gustibus non est disputandum.
Usato per sottolineare la libertà di preferenze, gusti, opinioni, ecc.
· De iure.
Nel significato di “secondo la legge”, “conforme al diritto”.
· De lana caprina (Orazio).
Detto di questioni oziose e capziose.
· De visu.
“Personalmente”, “coi propri occhi”.
· Deo gratias! (Liturgia cattolica).
Espressione usata per esprimere soddisfazione, sollievo, ecc.
· Deus ex machina.
Detto di chi sa trovare soluzioni ingegnose in situazioni complicate.
· Divide et impera.
Designa la politica di dominio, che alimenta e sfrutta le discordie interne di chi si vuol dominare.
· Do ut des.
Espressione usata per un’azione vantaggiosa a terzi compiuta con l’esplicita condizione di un adeguato contraccambio.
· Dulcis in fundo.
Indica il colmo d’una serie di contrattempi.
· Dura lex, sed lex.
Per quanto dura, la legge va rispettata.
· Ecce homo! (Vangelo).
Detto di persona fisicamente mal ridotta.
· Errare humanum est.
Detto di quando si vuole attenuare un errore commesso.
· Errata corrige.
Elenco di errori tipografici con le correzioni inserito in un testo.
· Est modus in rebus (Orazio).
Per indicare che c’è un limite, una misura nelle cose.
· Ex abrupto.
“Improvvisamente”, senza preparazione preventiva, ecc.
· Ex aequo.
Usata nel significato di “a pari merito”, nel conferimento di premi, ecc.
· Ex cathedra.
Detto ironicamente di chi impartisce lezioni con alterigia e distacco.
· Excerpta.
Brani di un’opera pubblicati separatamente.
· Excursus.
Usato con valore di “digressione”.
· Ex dono.
Per indicare un oggetto (specie opere d’arte, libri) ricevuto in dono.
· Exempli gratia oppure Verbi gratia.
Serve ad introdurre un esempio.
· Exequatur.
Designa un decreto con cui uno Stato riconosce un atto di governo straniero nel proprio territorio.
· Ex noto.
Usata nel significato di “da capo”, “di sana pianta”.
· Ex professo.
Ha il significato di “volutamente”, “di proposito”.
· Ex voto.
Oggetto offerto ad un santuario per grazia ricevuta.
· Ex ungue leonem.
Applicato quando si riconosce un prepotente dalle sue angherie, oppure quando si individua un artista da pochi accenni o da pochi tratti.
· Faber est suae quisque fortunae (Appio Claudio Cieco).
Ognuno è arbitro del proprio destino.
· Factotum.
Unione di fact totum; detto ironicamente di chi fa o vorrebbe fare tutto.
· Facsimile.
Unione di fac simile; indica esatta riproduzione di un documento o altro.
· Festina lente.
Riprodotto dal proverbio italiano: “Chi va piano, va sano e lontano”.
· Finis corona opus.
Una cosa è perfetta solo se è condotta a termine.
· Forma mentis.
Espressione che indica il modo personale di considerare le cose.
· Frangar, non flectar (Orazio).
Applicato a chi è incrollabile nei propri principi.
· Gratis oppure Gratis et amore Dei.
Detto di cosa data o ricevuta senza spesa.
· Gutta cavat lapidem.
Riprodotto dall’italiano: “Chi la dura la vince”.
· Habitat.
Voce verbale (3a pers. sing. pres. indic.) usata come sostantivo per designare un ambiente o un insieme di condizioni ambientali.
· Habitus.
Usato nel significato di comportamento, abitudine, carattere congenito.
· Hic manebimus optime (T. Livio).
Detto per esprimere particolare soddisfazione di trovarsi in una località, situazione o altro.
· Hodie mihi, cras tibi.
Usato per indicare la morte e soprattutto per alludere a difficoltà che attendono a sua volta una persona.
· Homo homini deus (Cecilio).
Una definizione del divino nell’uomo.
· Homo homini lupus (Plauto).
Definizione dell’egoismo umano.
· Homo sapiens.
Denominazione della specie umana, nella classificazione di Linneo.
· Homo sum, nihil humani a me alienum puto (Terenzio).
Definizione della solidarietà umana.
· Humus.
Indica il sostrato di una realtà sociale, culturale, ecc.
· Ilico et immediate.
Usato col significato di “sull’istante”, “immediatamente”.
· Imprimatur.
Formula (che significa “si stampi”) esprimente l’autorizzazione ecclesiastica per la stampa di un libro. Per estensione, usata anche ad indicare un’approvazione a procedere di una qualsiasi autorità.
· In cauda venenum.
Applicato ad elogi e lodi che finiscono con un velato rimprovero.
· Incipit.
Usato per designare l’inizio (l’incipit) di opera letteraria, musicale, discorso, ecc.
· In dubio pro deo.
Un invito alla generosità quando mancano norme precise o sicuri elementi di giudizio.
· In extremis.
Usata per designare gli “ultimi momenti”, la fine di un periodo, della vita, ecc.
· In fieri.
Locuzione usata per designare qualcosa in via di formazione.
· In illo tempore.
Usato per alludere scherzosamente a tempi lontani.
· In medio stat virtus.
Una definizione dell’equilibrio morale.
· In pectore.
Espressione usata per indicare idea o decisione maturata da tempo senza essere stata esternata.
· In primis oppure In primis et ante omnia.
Usato quando si vuole dare l’assoluta precedenza ad un argomento.
· Inter nos.
Usato quando si fa una confidenza.
· Interim.
Usato per designare carica, funzione o ministero di durata provvisoria in attesa di nomina di nuovo titolare.
· In vino veritas.
L’uomo alticcio o brillo spiffera segreti e confidenze.
· Ipse dixit.
Applicato ironicamente a chi sentenzia o comanda con boria.
· Ipso facto.
Espressione giuridica, usata comunemente nel senso di “nel medesimo momento”, “sull’istante”.
· Iter.
Nel linguaggio burocratico significa procedura, e designa il cammino di pratiche e leggi sino alla approvazione.
· Ius gentium.
Indica il Diritto internazionale.
· Labor limae.
Designa la cura formale nello scrivere.
· Labor omnia vincit improbus (Virgilio).
Elogio del lavoro tenace.
· Lapsus linguae.
Si definiscono così involontari errori di pronuncia, o parole senza senso sfuggite per distrazione.
· Latet anguis in herba (Virgilio).
Usato quando si denuncia un pericolo occulto.
· Laudator temporis acti (Orazio).
Applicato a chi si rivela conservatore e tradizionalista intransigente.
· Legenda.
E’ la didascalia unita a grafici o altro che spiega la lettura (“le cose da leggere”) dei segni convenzionali usati.
· Longa manus.
Applicato a chi appoggia qualcuno o esercita grande influsso senza apparire.
· Lupus in fabula.
Usato al comparire della persona di cui si sta parlando.
· Manu militari.
Espressione giuridica che indica il ricorso alla forza militare.
· Mare magnum.
Usato per indicare grande quantità unita a grande confusione.
· Maxima debetur puero reverentia (Giovenale).
Un invito al rispetto della personalità del fanciullo.
· Maximum.
Nel linguaggio economico-giuridico significa “prezzo massimo”, “concessione massima”.
· Mea culpa (Liturgia cattolica).
Nella frase “recitare il mea culpa” è applicato a chi fa una ritrattazione, o ammette il proprio errore.
· Melius (est) abundare quam deficere.
Usato per giustificare il sovrabbondare in qualcosa (relazioni, firme, cautela, provviste, ecc.).
· Mens sana in corpore sano (Giovenale).
L’efficienza intellettuale è legata a quella fisica.
· Minus habens.
Usato nel linguaggio clinico con valore di “minorato”.
· Modus vivendi.
Espressione del linguaggio diplomatico che indica un rapporto, una condizione transitoria e accettabile in attesa di meglio.
· More solito.
Locuzione col valore di “secondo il solito”, e usata per lo più in senso ironico.
· Motu proprio.
Decreto emanato da una autorità di propria iniziativa.
· Mutatis mutandis.
“Fatti i debiti mutamenti”, “fatte le necessarie correzioni”, la sostanza d’una cosa resta invariata.
· Natura non facit saltus (Leibniz).
Significa che nell’ordine naturale tutto è progressivo.
· Nemo propheta in patria.
Si applica a chi non riscuote successo o credito nel proprio ambiente.
· Non plus ultra.
Usato per indicare il massimo di qualcosa, specie nel campo della finezza, dell’eleganza, dell’arte.
· Nihil sub sole novum (Bibbia).
Indica l’invariabilità delle vicende della vita.
· Nondum matura est; nolo acerbam sumere (Fedro).
Riprodotto dal proverbio italiano: “Quando la gatta non può arrivare al lardo, dice che è rancido”.
· Non multa, sed multum (Quintiliano).
Un invito a fare bene, piuttosto che molto e male.
· Non omnia possumus omnes (Virgilio).
Indica i limiti e le capacità individuali.
· Non scholae sed vitae discimus (Seneca).
Esprime la vera finalità dello studio.
· Nosce te ipsum.
Famoso e sempre valido invito a conoscere i limiti della natura umana.
· Nulle dies sine linea (Plinio il Vecchio).
La perfezione si ottiene con un esercizio paziente e continuato.
· Oderint, dum metuant (Accio in Cicerone).
Si applica a governanti tirannici che basano il potere sul timore.
· Omissis.
Formula (abbreviazione di ceteris omissis) usata in riproduzioni di documenti, sostitutiva di parole non ritenute essenziali.
· Omne tulit punctum, qui miscuit utile dulci (Orazio).
Una famosa definizione dello scrittore perfetto, che è colui che unisce l’utile al dilettevole. Comunemente si usa per indicare azione, attività, che all’aspetto pratico congiunge quello dilettevole.
· Omnia vincit amor (Virgilio).
L’amore non conosce ostacoli.
· Omnium.
Designa una corsa aperta ad atleti di ogni categoria.
· Ope legis.
Quando si fa un’azione col sostegno della legge.
· Opera omnia.
Così si definisce la pubblicazione completa di “tutte le opere” di un autore.
· Optimum.
Usato per designare la condizione migliore in un dato campo.
· Tempora, o mores! (Cicerone).
Espressione usata da chi deplora, per lo più scherzosamente, i costumi del presente.
· Pacta servanda sunt.
Famosa clausola del diritto internazionale.
· Panem et circenses (Giovenale).
Usato per alludere alle masse quando dimostrano di far consistere la vita nei soli problemi materiali e negli spettacoli sportivi.
· Parturiunt montes: nascetur ridiculus mus (Orazio).
Detto di chi delude, dopo aver fatto grandiose promesse.
· Parva, sed apta mihi (Ariosto).
Un affettuoso elogio della propria casa.
· Passim.
Espressione usata da compilatori e commentatori in sostituzione di passi a cui rimandano il lettore.
· Post nubila Phoebus.
Nella vita ai giorni tristi succedono i giorni sereni.
· Primum movens.
Usato nel significato di “causa prima”.
· Primus inter pares.
Detto di chi esercita il comando senza farne sentire il peso, in uno spirito di cordiale collaborazione.
· Probiviri.
Persone di prestigio costituenti un collegio in società o istituzioni, con funzioni di giudici.
· Pro bono pacis.
Si dice quando si addiviene a soluzione conciliante “per amor di pace”.
· Pro capite.
Usato col significato di “a testa”, “per ciascuno”.
· Pro loco.
Designa un ente locale con scopi turistici, culturali, artistici, ecc.
· Pro forma.
Locuzione che ha il significato di “per pura formalità”, e “in via provvisoria”.
· Pro memoria.
Si definiscono così appunti, note, per ricordare o fare ricordare nei particolari un fatto o altro.
· Prosit.
Formula augurale del brindisi.
· Punctum dolens.
Usato in luogo di “punto dolente” per indicare l’aspetto critico, scabroso, di una situazione o altro.
· Qualis pater, talis filius.
Usato quando si ritrovano nei figli i difetti dei genitori.
· Quod erat demonstrandum.
Formula conclusiva di problemi e teoremi.
· Quod erat in votis (Orazio).
Usato quando si realizza un auspicio od una previsione. Con est (al posto di erat) per esprimere un desiderio.
· Quorum.
Espressione del linguaggio parlamentare, che indica il numero minimo di voti necessari per una elezione.
· Quos ego... (Virgilio).
Espressione reticente, indicante oscura minaccia di prossimo castigo.
· Quot capita, tot sententiae.
Modifica del terenziano Quot homines tot sententiae, che indica che ciascuno la pensa a modo suo.
· Raptus.
Usato nella terminologia della medicina e della psicologia, per designare impulso subitaneo.
· Rara avis.
Espressione applicata a persona fornita di doti eccezionali.
· Rari nantes in gurgite vasto (Virgilio).
Applicato a quei pochi che, in un disastro (economico, scolastico, ecc.), hanno saputo mantenersi a galla.
· Redde rationem (Vangelo).
Usato nel significato di “resa dei conti”.
· Relata refero.
Usato per sottolineare che non si tratta di informazioni personali.
· Repetita iuvant.
Usato per rendere accetta una ripetizione o per sottolinearne l’utilità.
· Res nullius.
Definisce l’inesistenza di diritto di proprietà.
· Semel in anno licet insanire.
Riferito al carnevale, ma anche usato in casi di inconsueta euforia.
· Sic itur ad astra (Virgilio).
La gloria, il successo, sono frutto di perseveranza e di sacrifici.
· Sic transit gloria mundi (Imitazione di Cristo).
Amara osservazione espressa in occasione della morte di grandi personaggi o a proposito di sconfitte e insuccessi che segnano la fine dei trionfi.
· Sine causa.
Locuzione legale, che significa “senza motivo”.
· Sine die.
Espressione del linguaggio giuridico e diplomatico che esprime un rinvio a data da destinarsi.
· Sine qua non (sott. condicio).
Locuzione legale e giuridica, per significare che senza l’osservanza di una condizione essenziale espressa, l’atto o il contratto non è valido.
· Sit tibi terra levis.
Epigrafe sepolcrale.
· Spes ultima dea.
La speranza è l’ultima ad abbandonare l’uomo.
· Statu quo.
Dell’uso diplomatico e comune, per indicare una permanenza nelle condizioni precedenti.
· Sub condicione.
Nel senso che si fa qualcosa sotto condizione.
· Sub iudice ( lis est ) (Orazio).
Riguarda questioni controverse, non ancora risolte.
· Summus ius, summa iniuria (Cicerone).
L’eccessivo legalismo si tramuta in ingiustizia o diventa strumento di tirannia.
· Sursum corda! (Liturgia cattolica).
Comunemente usato come esortazione a farsi animo per chi è afflitto.
· Tabula rasa.
Usato nell’espressione “fare tabula rasa” col significato di eliminare tutto o tutti.
· Temporibus illis.
Usato scherzosamente per alludere a tempi lontani.
· Terminus a quo...
Espressione che indica il punto di partenza, di inizio, di un avvenimento, discorso, ecc.
· Terminus ad ( ante ) quem.
Indica tempo o data prima di cui è avvenuto un fatto.
· Tot.
Usato nel senso di “tanto”, “tanti”, per riferirsi a numero o quantità imprecisati.
· Toto corde.
Usato quando si vuole esprimere adesione piena e incondizionata.
· Transfert.
Termine (propriamente 3a pers. sing. indic. pres. di transferre) usato in psicanalisi, che indica il passaggio di uno stato affettivo da una persona ad un’altra.
· Ubi maior, minor cessat.
Il problema più grave deve avere precedenza su quello di minore importanza.
· Ultima ratio regum.
I potenti, sovente, suppliscono con la forza gli argomenti della ragione.
· Ultimatum.
Intimazione perentoria, con minaccia di rottura dei rapporti, se non si accoglieranno le richieste.
· Una tantum.
Retribuzioni, premi, compensi, ecc., riconosciuti in via straordinaria, “per una volta soltanto”.
· Vademecum.
Unione di vade mecum. Designa un prontuario con notizie utili.
· Vae victis! (Livio).
I vinti sono alla mercé del vincitore.
· Vanitas vanitatum et omnia vanitas (Bibbia).
Una ascetica visione della vita e del mondo.
· Verba volant, scripta manent.
Citato come un invito a far mettere per iscritto dichiarazioni in modo che siano documentabili, oppure come un invito alla prudenza nello scrivere dichiarazioni o altro.
· Veritas odium parit (Terenzio).
Sovente la verità non è gradita.
· Via Crucis (Liturgia cattolica).
Usato figuratamente per alludere a gravi sofferenze e avversità.
· Videant consules...
Espressione usata per significare che, sperimentati invano tentativi personali, si attende dalle superiori autorità la soluzione di una situazione complessa.
· Vis comica.
Designa il brio umoristico di un attore, di una commedia.
· Volenti non fit iniuria.
Principio di giurisprudenza, che stabilisce che chi consente perde il diritto di muovere lagnanze.
· Vox populi, vox Dei.
Usato per significare che la voce della maggioranza esprime la ragione giusta.